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Stampante 3D: uno strumento per le scuole del futuro?

Stampante 3D: uno strumento per le scuole del futuro?

La stampante 3D ha tutte le carte in regola per diventare uno strumento didattico molto interessante.

Racchiude in se un compendio di: elettronica, programmazione software, disegno 3D, meccanica, chimica, fisica, matematica, arte e design.

E’ immediata nel suo utilizzo, ma allo stesso tempo offre svariati gradi di approfondimento. Si presta per essere utilizzata in tutti i gradi scolastici. Dico questo perchè ho notato che i bambini, dell’età di mia figlia di 7 anni, rimangono affascinati da questa “scatola nera” magica. Sentono il rumore delle ventole. Vedono la testina di stampa muoversi. E, con stupore nei loro occhi, vedono crescere un oggetto.

Alla fine del processo di stampa 3D toccano l’oggetto. Ne sentono la ruvidità e la consistenza. Riconoscono le forme. Ne apprezzano il colore. E’ un giocattolo che ogni volta crea nuovi giocattoli.

Un aneddoto, che mi ha fatto riflettere: “Mattia, 7 anni, entra in casa mia e vede la mia Witbox al lavoro. Vedo che si avvicina con interesse allo sportello per guardare meglio cosa sta succedendo. Allora gli porgo gli oggetti che ho stampato e li tocca. Li osserva in silenzio. Poi mi guarda e mi chiede: ma questa stampante può usare solo questo colore? Gli rispondo che basta cambiare il filamento e sia il colore, che la consistenza del materiale cambiano.

Allora mi incalza: ma quanto costa quella piccola, riferendosi alla mia stampante in kit Prusa i3 Hephestos? Gli rispondo 499 Euro. E’ pensieroso e rimane in silenzio.

E’ ora di andare a scuola.”

 

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